10 settembre 2026 · 4 min di lettura

Quali domini registrare per proteggere il marchio (e quali no)

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La domanda arriva quasi sempre dopo uno spavento: qualcuno ha registrato una variante del vostro nome, o un venditore ha mandato l'email che comincia con "abbiamo ricevuto una richiesta per il dominio della vostra azienda in Asia".

La risposta breve: due o tre domini, non venti. La risposta lunga richiede di separare due cose che vengono confuse — proteggere un marchio e occupare estensioni.

Il pacchetto minimo, per un'azienda italiana

Il .it. È l'estensione che i clienti italiani provano per prima e quella che dà credibilità locale. Se l'azienda opera in Italia, è il dominio principale, indipendentemente da quello su cui gira il sito oggi.

Il .com. Non tanto per il traffico quanto perché è la prima variante che chiunque proverebbe, ed è quella che un malintenzionato registrerebbe per sembrare te. Costa poco e chiude la porta più larga.

Il .eu, se vendi in Europa. Utile se hai clienti fuori dall'Italia o hai un domani in cui li avrai. Se vendi solo in provincia, si può saltare senza rimpianti.

Sono tre registrazioni. Due puntano al sito, e va benissimo: un dominio che reindirizza a quello principale è comunque tuo, e nessuno può usarlo.

Le varianti che vale la pena valutare

Non le estensioni: le scritture del tuo nome. Sono queste che vengono usate per fingersi te, ed è qui che i domini difensivi hanno un senso reale.

Vale la pena guardare, e decidere caso per caso:

  • con e senza trattino, se il tuo nome ne contiene uno: mario-rossi.it e mariorossi.it sono due domini e i clienti sbagliano;
  • l'errore di battitura più probabile, quello vero, non tutti quelli immaginabili. Basta guardare la tastiera: la lettera accanto a quella giusta;
  • la forma con e senza la ragione sociale: rossi.it e rossisrl.it;
  • il singolare e il plurale, se il nome li ha entrambi.

Il criterio per fermarsi: registri una variante se una persona in buona fede potrebbe digitarla per sbaglio, oppure se è la prima che userebbe qualcuno per imitarti. Tutte le altre no.

Perché comprarne venti non protegge

Il ragionamento "occupiamo tutte le estensioni così nessuno può usarle" ha tre problemi.

Le estensioni sono centinaia. Non le occuperai mai tutte, e chi vuole fingersi te userà quella che hai lasciato libera — o un dominio che non somiglia affatto al tuo, perché per una truffa via email il nome visualizzato conta più dell'indirizzo.

Il costo è annuale e non finisce. Venti domini sono un rinnovo perpetuo, e la storia finisce sempre allo stesso modo: dopo tre anni nessuno ricorda perché ci sono, uno scade per distrazione, e proprio quello viene ripreso da qualcun altro. Un portafoglio dimenticato è peggio di un portafoglio piccolo.

Non è lì che avviene la truffa. Le frodi che costano davvero non passano da un dominio somigliante: passano da un'email che sembra tua e da un pagamento che parte senza verifica. Contro quelle, i domini difensivi non fanno niente.

Cosa protegge davvero, in ordine di efficacia

1. L'autenticazione della posta. SPF, DKIM e DMARC configurati bene rendono impossibile usare il tuo dominio esatto nel mittente. Costa tre record e qualche settimana di attenzione, e chiude la strada più credibile che un truffatore può prendere. È incomparabilmente più efficace di dieci registrazioni difensive, e si fa una volta sola — è il contenuto della posta aziendale.

2. Il marchio registrato. Un marchio dà titolo per far rimuovere un dominio registrato in malafede. Senza, la procedura di riassegnazione è molto più difficile. Se il nome dell'azienda vale qualcosa, il marchio protegge più di qualunque acquisto di estensioni.

3. Il controllo dei domini che hai già. Intestazione corretta, email del titolare aziendale, rinnovo automatico, blocco trasferimento, secondo fattore. Un dominio principale perso per scadenza fa più danni di dieci varianti mai comprate.

4. Il monitoraggio. Sapere quando appare un dominio simile al tuo, e reagire allora, costa meno che comprare in anticipo tutte le varianti immaginabili.

L'email del venditore asiatico

Merita un paragrafo perché arriva a tutti. Il testo dice, con toni cortesi, che un'azienda in Cina ha chiesto di registrare i domini della tua azienda con estensioni asiatiche, e che il registrar ti dà la precedenza per cortesia.

È una tecnica di vendita vecchia di vent'anni. Non c'è nessun terzo interessato, e la fretta è tutto il messaggio. Se davvero volessi quelle estensioni, le registreresti da chi vuoi, con calma, al prezzo normale.

La regola generale è la stessa di tutte le decisioni sui domini difensivi: si comprano perché li hai decisi tu, mai perché qualcuno ti ha spaventato.

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