10 settembre 2026 · 4 min di lettura

Dominio .it e Cloudflare: cosa si può spostare e cosa no

domini DNS Cloudflare

"Sposto il dominio su Cloudflare." È una frase che sento spesso, e quasi sempre nasconde due operazioni diverse che vengono confuse in una sola. Separarle è tutto: da una parte c'è chi possiede e rinnova il nome, dall'altra c'è chi risponde alle richieste DNS. Si possono cambiare in modo indipendente, e per un dominio italiano la differenza non è teorica.

Registrar e nameserver non sono la stessa cosa

Il registrar è l'azienda attraverso cui il dominio è registrato presso il Registro: è quella che ti fattura il rinnovo e che risulta nei dati del nome. Cambiarlo significa spostare la titolarità tecnica del contratto da un fornitore a un altro.

I nameserver sono i server che rispondono alla domanda "dove si trova questo sito?". Sono un'impostazione del dominio, non il dominio stesso. Puoi tenere il nome dove è registrato e affidare le risposte a chiunque.

Quasi tutto quello che si desidera da Cloudflare — velocità, protezione, un pannello DNS decente — dipende dai nameserver. Il registrar non c'entra.

Cloudflare Registrar non accetta i .it

Qui arriva il punto pratico. Cloudflare Registrar supporta oltre quattrocento estensioni, ma il .it non è tra queste, e la richiesta di supportarlo è aperta da anni senza risposta. Lo stesso vale per diverse estensioni nazionali europee.

Quindi: se hai un .it, il dominio resta registrato dove si trova oggi — Aruba, Register, Netsons, il tuo fornitore attuale, chiunque sia. Non è una limitazione tecnica del tuo dominio, è una scelta commerciale di Cloudflare.

Su un .com, un .net o un .eu il trasferimento del registrar è invece possibile, ed è una delle poche offerte oneste del settore: Cloudflare rivende i domini al prezzo di costo del registro, senza ricarico.

Cosa puoi fare comunque

Delegare il DNS. È l'operazione che porta a casa il novanta per cento del valore:

  • risposte DNS veloci in tutto il mondo, senza pagare un servizio DNS a parte;
  • HTTPS gestito, senza rinnovare certificati a mano;
  • cache delle pagine e degli asset, che toglie lavoro al server;
  • WAF, rate limiting e protezione dal traffico automatico;
  • un pannello dove aggiungere un record richiede un minuto, non un ticket.

Il dominio continua a rinnovarsi dove è registrato. Cambia solo chi risponde alle domande su di lui.

La parte che si rompe: la posta

Il modo più veloce per trasformare un miglioramento in un disastro è spostare i nameserver dimenticandosi la posta. Due errori, entrambi comuni:

I record MX non vengono ricopiati. Cloudflare prova a importare la zona esistente, ma l'importazione non è affidabile al cento per cento: legge quello che il provider attuale espone, e alcuni provider espongono poco. Se un MX manca, la posta smette di arrivare nel giro di minuti e nessuno se ne accorge finché un cliente non telefona.

Il proxy viene attivato su un record che deve restare diretto. In Cloudflare ogni record ha una nuvoletta: arancione significa "passa da noi", grigia significa "rispondi e basta". La posta, i record di autenticazione e i sottodomini usati da servizi esterni devono restare grigi. Con la nuvoletta arancione su un record di posta, il mondo vede l'indirizzo IP di Cloudflare al posto del tuo server, e la consegna si ferma.

Prima di toccare i nameserver, esporta la zona attuale e confrontala riga per riga con quella importata. È noioso, dura dieci minuti e previene l'unico errore che i clienti notano davvero.

L'ordine giusto delle operazioni

  1. Esporta la zona attuale dal pannello del provider, o interrogala record per record se il pannello non esporta.
  2. Abbassa i TTL a cinque minuti almeno un giorno prima. Serve a rendere reversibile il passaggio: se qualcosa va storto, il rollback si propaga in minuti invece che in ore.
  3. Ricostruisci la zona su Cloudflare e confronta con l'export. Controlla in particolare MX, TXT di verifica, SPF, chiavi DKIM, e i sottodomini che puntano a servizi esterni.
  4. Metti in grigio tutto ciò che non è traffico web.
  5. Cambia i nameserver presso il registrar, fuori orario.
  6. Verifica subito: sito, HTTPS, invio e ricezione di una email reale, moduli di contatto, e le integrazioni che usano sottodomini.
  7. Rialza i TTL dopo qualche giorno di calma.

Cosa Cloudflare non fa per te

Non rinnova il dominio: la scadenza resta un problema del registrar, e resta tua. Non corregge l'intestazione: se il nome è registrato a nome dell'agenzia che ti ha fatto il sito, spostare il DNS non cambia di una virgola chi lo possiede. E non sistema SPF, DKIM e DMARC: ospita quei record, non li scrive.

Sono tre lavori distinti, che conviene fare nell'ordine: prima verificare di chi è il dominio, poi metterlo dove si gestisce bene, poi occuparsi del recapito della posta.

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