Quando serve
- Il sito è lento per chi lo apre da lontano, o cade quando arriva traffico vero.
- Bot e tentativi di login riempiono i log e il server lavora per loro.
- Il DNS vive in un pannello scomodo e ogni modifica è una telefonata al fornitore.
Cloudflare fa molto e, lasciato sui valori di default, a volte fa danni: la differenza sta in come lo configuri.
Sì, con una distinzione che confonde spesso. Cloudflare Registrar non accetta i .it, quindi il dominio resta registrato dove si trova. A Cloudflare passa la gestione DNS, e con quella arrivano cache, HTTPS, WAF e protezione. Sono due cose separate: si cambiano i nameserver, non il registrar.
Per la maggior parte dei siti aziendali sì: DNS, HTTPS, cache e protezione di base sono inclusi. Si passa a un piano a pagamento quando servono regole WAF specifiche, log conservati o immagini ottimizzate, e lo si decide guardando i numeri del traffico.
È l'errore più comune del passaggio: si spostano i nameserver dimenticando i record MX, oppure si attiva il proxy su un record di posta che deve restare diretto. Per questo la zona si copia e si confronta prima, e la posta si verifica subito dopo il cambio.
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